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Manifesto per un Partito contemporaneo

C’è chi è rimasto deluso (per esempio leggi Zambardino, Gilioli e De Rossi) dall’evento Pdigitale di ieri dedicato alla banda larga e, da quello che ho visto, a ragione.
Il giovane Marco De Rossi sottolinea bene il problema di fondo:

Il mio punto di vista è semplice. Ottima l’iniziativa di ieri ma, visto che siete all’opposizione e sulla banda larga non potete fare una cippa fritta, perché non concentrarvi nel potenziare l’utilizzo di Internet a livello di propaganda e di Partito? (sì sì, va bene, diciamo pure “come ha fatto Obama” per capirci al volo).

In altre parole: c’è un serio problema culturale. Qualche mese fa, Giuliano da Empoli – alle prese con il velleitario quanto fallimentare progetto di Francesco Rutelli di creare un nuovo partito – mi sollecitò una riflessione su come innovare la forma organizzativa della nascente creatura.

Scrissi il documento che potete leggere di seguito, che fu molto apprezzato e anche molto ignorato («troppo complicato», «non siamo in america», «non ho tempo di aprire un blog o scrivere su twitter», «facebook è solo una perdita di tempo» e via dicendo). L’esito era prevedibile (per via dello stesso identico problema culturale di cui è vittima il partito democratico); tuttavia devo dire che mi sono divertito molto a scrivere queste dieci paginette, quindi visto che l’evento del Pd ha avuto almeno il merito di sollecitare un po’ di dibattito, le ripropongo chiedendovi commentarle 🙂

manifesto-per-un-partito-contemporaneo.pdf