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La neutralità della Rete conviene anche agli operatori

Oggi, Nova 24 pubblica un bel pezzo di Stefano Quintarelli di cui si trova una versione estesa nel suo blog (leggetela). Stefano mette in evidenza che, se la rete non fosse neutrale, in realtà si avrebbe un aumento vertiginoso dei costi dovuti all’aumentare della complessità di gestione dell’interoperabilità del livelli di servizio:

Kenneth Carter è un brillante economista, considerato un visionario, che lavorava alla FCC nella gestione precedente; poi ha lasciato per trasferirsi in Germania dove lavora presso Wik (società di consulenza specializzata nelle tlc, in analisi e modelli economici) sui suoi temi preferiti: la regolamentazione dello spettro (dalle aste al white spectrum, argomenti di cui è considerato il guru) alla Net Neutrality.
Sul suo blog Kennet ha fatto una osservazione illuminante che cerco di condensare: se ci fossero tariffe differenziate praticate da un operatore sulla sua rete per determinati servizi, gli utenti di altri operatori ne risulterebbero svantaggiati determinando un aumento enorme di complessità nelle relazioni economiche tra operatori e innescando un fiume di conflitti regolamentari ed antitrust, cosa che porterebbe agli operatori numerosi svantaggi.

L’argomento è complesso, ma merita un approfondimento: agli operatori può non interessare la filosofia, ma sicuramente hanno un occhio vigile ai conti.