Nicolai Lilin, Il respiro del buio

Bel libro, con un linguaggio semplice e diretto, che mi ha regalato mio cognato a Natale. Inizialmente pensavo fosse pura fantasia, poi ho scoperto che si tratta di un testo autobiografico e che l’autore ha veramente fatto la guerra in Cecenia ed è di origini siberiane. Oggi vive in Italia.
Mi segno un passaggio perché mi è piaciuto e per ricordarmelo:

Ho alleggerito il mio zaino lasciando al nonno il mio AK-47 e delle munizioni, lui mi ha preparato il cibo per il viaggio e mi ha accompagnato per qualche chilometro lungo il fiume.
Per strada gli ho raccontato che volevo sistemarmi a San Pietroburgo, ero sicuro di poter cominciare una nuova vita, trovare un lavoro e costruire il mio futuro. Mi sembrava di essermelo meritato, e davo per scontato che il destino avesse tenuto un posticino al caldo per me.
Nonno mi ha detto che in primavera avrebbe allargato l’orto e per questo voleva buttare già qualche albero, si era già messo d’accordo con alcuni cacciatori che l’avrebbero aiutato.
Nonostante la normalità leggera e trasparente di quel momento, ero sicuro che quella era l’ultima volta che vedevo nonno Nikolaj. Abbracciandolo, l’ho tenuto stretto a lungo, come non facevo mai, anche lui mi ha abbracciato forte, poi mi ha accarezzato la faccia e mi ha detto con un sorriso:
– Niente è eterno in questo mondo, ed è questo il suo lato più bello, perché oltre la nostra memoria, oltre la ragione, oltre la fine, iniziano tantissime altre storie.

By Nicola Mattina